Volterra è del mondo: facciamola diventare patrimonio Unesco

IL TIRRENO – CRONACA volterra 9 marzo 2013

Riparte la campagna, dieci parlamentari scrivono al governo. Ma il presidente nazionale frena: «Prima risanate il territorio»

IL TIRRENO-VOLTERRA. Dieci parlamentari toscani per Volterra. Il movimento regionale e nazionale per garantire il ripristino e la tutela del Colle ferito dall’ondata di crolli degli ultimi mesi cresce. Si chiede al governo di destinare alla salvaguardia del patrimonio culturale della città etrusca una parte degli introiti dell’8 per mille e di  la sua candidatura a patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Porta la prima firma della deputata Marisa Nicchi di Sel la risoluzione parlamentare ufficialmente inoltrata a Roma. «I fondi finora stanziati dal governo sono insufficienti – sottolinea – I soldi per ricostruire e tutelare il patrimonio ci sono, serve più determinazione politica, diamo a Volterra quello che si merita». Il coro è bipartisan: si aggiungono l’ex ministro dell’IstruzioneMaria Chiara Carrozza insieme ai colleghi del Pd Rosy Bindi, Susanna Cenni e Paolo Fontanelli, Edoardo Nesi e Irene Tingali (Scelta Civica), Martina Nardi e Celeste Costantino (Sel) e Chiara Gagnarli (M5s).

Il crollo dei 30 metri di mura medievali e quello più recente dello sperone di piazza Martiri della Libertà hanno toccato le corde d’Italia. Gli appelli lanciati e raccolti dal Tirreno da big della cultura del calibro di Giorgio Albertazzi, Dario Fo, Paola Gassman amplificano un solo, grande messaggio: Volterra deve tornare com’era.

Subito si muove la Regione. Il presidente Enrico Rossi chiama il neo ministro alla Cultura. Dario Franceschini risponde: i primi 4 milioni di euro per i lavori di somma urgenza ci sono e la fase operativa della ricostruzione è in corso. «In meno di 48 ore dal crollo delle mura, anche grazie alla Regione e alla Protezione civile, abbiamo recuperato 4 milioni di euro», sottolinea il ministro.

Sotto i riflettori del Bel Paese e del mondo: Volterra e la sua candidatura a patrimonio dell’Unesco non deve essere penalizzata. Questa la speranza generale. Lo scorso anno sorge con questo scopo il comitato promotore club Unesco: dentro anche il Comune. «Lo scopo del club – aveva sottolineato il presidente del neo comitato Flavio Nuti, in occasione della fondazione – è promuovere e diffondere gli obiettivi e gli ideali dell’Unesco, traducendoli in azioni concrete per il territorio».